Google Alert - educazione

martedì 8 febbraio 2011

Quando e perché nasce il problema della censura?

Il problema della censura nasce negli anni Settanta con l’arrivo di alcuni cartoni animati giapponesi come Goldrake e Jeeg Robot. Prima infatti venivano trasmessi in tv solo cartoni adatti ai bambini e i genitori di allora si erano convinti che il cartone animato fosse solo un prodotto per bambini. I prodotti giapponesi erano invece pensati per un pubblico più adulto, ma mentre i bambini hanno capito subito la differenza e li hanno presi come qualcosa di nuovo, gli adulti sono rimasti spiazzati e disorientati e da allora è nato il pregiudizio che i cartoni giapponesi non sono adatti ai bambini, sono violenti e diseducativi. La Rai era stata messa in serie difficoltà in quanto dei genitori erano addirittura arrivati ad incatenarsi ai cancelli e c’era stata anche un’interrogazione parlamentare riguardante la violenza di Goldrake, così l’emittente televisiva nazionale cancellò questi cartoni dai suoi palinsesti. Quando anni più tardi Mediaset decise di trasmetterli nuovamente, lo fece applicando la censura per evitare di correre gli stessi rischi. Noi abbiamo preso atto che la censura è un’autodifesa. Dunque per riuscire a convincere le emittenti televisive che la censura non è più necessaria, bisogna cambiare l’opinione pubblica. Una strada lunga e difficile, ma unica, perché fino a quando le emittenti sentiranno di doversi tutelare, effettueranno i loro tagli. Qualche passo avanti è già stato fatto. Ci sono stati giornalisti che hanno smesso di criticare duramente, senza averne nessuna conoscenza, i cartoni giapponesi.

lunedì 7 febbraio 2011

Un paradosso educativo.

Nasce quindi un'idea di censurare anche i cartoni animati.
Ebbene si: per salvaguardare l' "incolumità" dei più piccoli c'è bisogno di questo.
Come?? non censurando i cartoni animati, ma informando i genitori del contenuto di essi come si fa con i film: ponendo il bollino rosso anche sui cartoni. Una soluzione paradossale, ma forse d'obbligo.

giovedì 20 gennaio 2011

Un pratico esempio.


Riporto un pratico esempio di cartone violento. E' il primo che ho trovato dal famoso canale YouTube, rende bene l'idea, inoltre cercando più accuratamente il web proponi molti altri esempi.



Ho scelto questo video perchè fa riflettere. Qualche post fa affermavo che alcuni cartoni violenti vengono mostrati perchè rivolti ad un pubblico adulto... ma questo? Le immagini fanno riferimento a teneri pupazzi, colorati e disegnati in maniera infantile. A prima vista può sembrare un cartoni per bambini, ma poi....  a voi la sentenza!

sabato 8 gennaio 2011

Mediaset, da sempre, è sensibile alla tutela dei minori. :)

Qui di seguito riporto un articolo direttamente dagli archivi del sito di Mediaset (http://www.mediaset.it/), la più famosa emittente televisiva italiana. Queste sono le attenzioni che essa dà al telespettatore salvaguardando i più piccoli.
  • dedica particolare attenzione alla fascia protetta (16.00 - 19.00), con un controllo su tutta la messa in onda (trasmissioni, pubblicità, trailer, promo) e con una programmazione specificamente rivolta al pubblico dei minori su almeno una delle tre reti (Italia1)
  • armonizza la programmazione della prima serata, coordinando i palinsesti in modo da assicurare - su almeno una delle tre reti - un'offerta idonea alla visione familiare congiunta
  • segnalaattraverso bollini colorati che compaiono sul teleschermo all'inizio di ogni programma di fiction e dopo ogni interruzione pubblicitaria, il carattere e i contenuti della trasmissione (bollino verdeadatta a tuttibollino giallobambini con adulti a fiancobollino rossonon adatta ai bambini)
  • consolida, a fianco della segnaletica, gli interventi informativi volti a dare notizie sui contenuti delle trasmissioni (per esempio: attraverso annunci verbali o cartelli a inizio programma; scritte in sovrimpressione all'inizio del programma e dopo ogni interruzione pubblicitaria; appendici dedicate in coda ai telegiornali);
  • promuove lavori di approfondimento teorico inerenti al rapporto tra televisione e pubblico dei minori. Nel 2009 la ricerca "Forme di cartone - Estetica dell'animazione televisiva" - realizzata in collaborazione con l'Osservatorio di Pavia, sulla scorta del precedente studio "Valori di cartone" (2008) - si è concentrata sull'analisi stilistica e grafica dei cartoni animati trasmessi sulle reti generaliste, satellitari e digitali, mettendo in relazione il tratto del disegno con i messaggi veicolati.